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Terzo incontro: interpretazione del colore

Tempi

Tempo stimato per la lezione in classe: 2.00 h

Strumenti

  • 1 breadboard
  • 4 resistenze da 330 ohm
  • 1 resistenza da 10K ohm
  • 1 fotoresistenza
  • 1 led RGB
  • 1 pulsante
  • fili di collegamento per breadboard
  • 1 scheda Arduino UNO

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Linee guida delle attività

Nel corso del terzo incontro il focus si è spostato sull’interpretazione del colore.
Nel corpo umano è il nostro occhio che, attraverso i fotorecettori della retina, riesce ad assorbire lo stimolo di colore e a trasformarlo in un segnale elettrochimico che verrà interpretato dalla zona encefalica preposta alla percezione di colore.
Ma nel nostro caso, come avviene l’interpretazione del colore?
Nel nostro sensore i fotorecettori presenti della retina sono sostituiti dalla fotoresistenza, mentre i segnali nervosi dai segnali analogici e digitali che arrivano alla scheda Arduino, dove l’interpretazione del colore sarà affidata alla programmazione del microcontrollore. Poter interagire con un modello di funzionamento biologico - il nostro occhio - arricchisce l’esperienza dal punto di vista didattico, strizzando l’occhio (è proprio il caso di dirlo!) anche alla biologia.
Lasciando da parte la neurologia e concentrandoci sul nostro sensore, abbiamo implementato la fase di riconoscimento del colore in questa sezione dello sketch:

Attraverso una serie di scelte condizionali annidate abbiamo potuto confrontare il segnale corrente sulla porta analogia della fotoresistenza (luce riflessa per il rosso, verde e blu) con i valori di riferimento ottenuti nella fase di settaggio dello strumento. Se la differenza tra i due segnali (corrente-di settaggio) è minore di un valore di tolleranza (determinato su base sperimentale dagli studenti attraverso una serie significativa di prove) per tutti e tre i colori emessi dal led RGB, allora abbiamo individuato il colore che verrà stampato/visualizzato nel monitor come documentato in questi due video:



Risultati attesi

Partire per un viaggio ricco di insidie come quello della progettazione elettronica e affrontare un percorso tortuoso ed impervio legato ai concetti di luce e colore -senza certezza alcuna di raggiungere la meta- è la sfida che ci siamo posti in questo progetto.
Aver tagliato il traguardo da vincitori rende straordinaria questa esperienza didattica per ogni singolo partecipante e, cancellando di colpo tutti gli sforzi e le tensioni, ci spinge ad affrontare nuovi percorsi. Non aspettatevi infatti di chiudere l’attività con la sola realizzazione del sensore di colore, perché gli studenti, senza esortazione alcuna, inizieranno ad immaginare nuove applicazioni e a proporre soluzioni creative che saranno il motore di un circolo virtuoso alimentato dalla costante ricerca della conoscenza e dalla passione per la sperimentazione. Credo proprio sia questo il risultato più alto a cui un’attività come quella proposta possa ambire, al di là delle conoscenze disciplinari acquisite.
È il filo rosso di un nuovo modo di “FARE” scuola, una straordinaria possibilità per insegnati ed alunni di imparare a considerare la tecnologia come risorsa conoscitiva. Non possiamo infatti pensare di limitare la tecnologia, nella scuola come nella società, ad un uso estemporaneo o, ancor peggio, di facciata. Dobbiamo piuttosto farla diventare esperienza conoscitiva del vissuto quotidiano, motivo di sperimentazione comune e condivisa capace di esaltare nei discenti l’innata, ma spesso sopita, disposizione creativa.

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