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Attività preliminare: Brainstorming

Tempi

Tempo stimato per la lezione in classe: 2.00 h

Strumenti

  • 1 computer per l’insegnante
  • LIM/proiettore
  • materiale di consumo (penne, matite, fogli ecc.)

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Linee guida delle attività

Attori: ragazze e ragazzi tra i 9 e i 15 anni.
Durata totale del progetto “Pixel Art”: circa 8 ore
Durata di ciascun incontro: 2 ore.

Attraverso la pixel art, i ragazzi possono realizzare la loro immagine digitale e modellarla a proprio piacimento.

Storicamente la pixel art trae le sue origini dal movimento pittorico del "Puntinismo" sviluppatosi in Francia alla fine dell’800, in cui le immagini sono formate dalla loro scomposizione in tantissimi punti di colori diversi; in ambito digitale, la Pixel Art è un po’ un ritorno alle origini, in cui le prime immagini dei computer e le prime animazioni nei videogiochi avevano una risoluzione molto bassa e dei pixel di grandi dimensioni.

La parola pixel è un acronimo che deriva dall’inglese “picture element” ed è la parte fondamentale di una rappresentazione digitale.

Il brainstorming

Abbiamo iniziato con un’attività preliminare di brainstorming in cui ci siamo domandati cosa sia un’immagine.

In questa fase i ragazzi hanno discusso tra loro su come si compone una figura e qual è l’elemento imprescindibile per poterne visualizzare una

Su questo sono sorte delle riflessioni.

I partecipanti si sono soffermati sull’importanza della luce e su come la sua assenza precluda la possibilità di vedere.

Alcuni ragazzi hanno posto l’attenzione sul regno animale e sul modo in cui alcuni esseri viventi (pipistrelli o delfini) superino questo ostacolo utilizzando altri sensi.
In seguito è stata posta una domanda:

In quali modi si può ricreare un’immagine virtuale o digitale?

Le risposte dei ragazzi sono state le seguenti:

  • usare l’immaginazione per comporre nuove forme e figure nella nostra mente;
  • utilizzare e incanalare la luce in modo sapiente sfruttando lenti e specchi per ottenere immagini riflesse o deformate (immagini virtuali);
  • sfruttare la tecnologia moderna come macchine fotografiche o altri strumenti digitali per catturare la luce.
Approfondendo questo ultimo punto, ci siamo focalizzati sul modo in cui le immagini vengono rappresentate sullo schermo di un computer.
Abbiamo mostrato ai partecipanti diverse foto, ingrandendole con lo strumento zoom, finché i ragazzi non si sono accorti che più l’immagine diventa grande, più è possibile scorgere alcuni “quadratini” che la compongono.

Questi piccoli tasselli costituenti un grande mosaico (cioè l’immagine in questione) sono i pixel!

I ragazzi hanno notato due aspetti importanti:
  1. i pixel sono disposti in modo adiacente all’interno di una griglia chiamata matrice
  2. i pixel possono differire tra loro in base al colore.

Mostrando alla LIM immagini con pochi pixel di grandi dimensioni, si sono resi conto che a, parità di dimensioni, con un numero maggiore di pixel l’immagine risulta più nitida e definita.

In questo modo i ragazzi hanno appreso il concetto importante di risoluzione e hanno scoperto come influisce sulla qualità dell’immagine.

Come ultimo passaggio abbiamo mostrato loro una tabella di colori presa da Paint per osservare che a ogni gradazione è associato un valore numerico: modificando i valori tra rosso-verde-blu i ragazzi si sono divertiti a comporre diverse sfumature e tonalità.

Osservazioni e spunti

Per completezza abbiamo spiegato che utilizzare una mappa di pixel (bitmap) non è l’unico modo per rappresentare un’immagine al computer: esistono infatti le immagini “vettoriali” composte da figure geometriche e curve in cui ingrandendole non noteremmo i pixel.

Difficoltà riscontrate

Trasmettere il proprio messaggio avendo a disposizione pochissima informazione: meno pixel possiamo utilizzare, più la nostra immagine sarà poco definita, con un aspetto vintage e rétro. In alcuni casi, tuttavia, avere meno pixel può essere un vantaggio: l’immagine risulta di modeste dimensioni e l’informazione sul web viaggia più velocemente.

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