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by Faloppi Roberto, 11.12.2020

Tempo di lettura/visione: 7 min

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I podcast per la didattica digitale integrata e a distanza

Libri, riviste, dizionari, cataloghi, giornali, enciclopedie, fotolibri, ma anche siti web, infografiche e videolezioni didattiche sono tutte fonti di informazioni che gli studenti possono utilizzare per accrescere il proprio bagaglio culturale. Se da un lato questi strumenti, digitali o meno, hanno grandissime potenzialità ed un valore oramai certificato, dall’altro richiedono un aspetto fondamentale, comune a tutti quanti, ovvero la concentrazione e l’attenzione visiva.

Se analizzi con attenzione l’elenco appena esposto ti accorgerai che manca all’appello una categoria che agli studenti, giovanissimi e non solo, piace moltissimo e che richiede, per sua stessa natura, un modo di utilizzo completamente diverso da tutti gli altri: l’audio (o meglio, le audiolezioni), inteso come contenuto a sé e non al servizio di un prodotto più complesso come ad esempio un video o una presentazione animata.

Le risorse audio possono essere usate in tantissime situazioni, dove gli altri strumenti sopra elencati trovano invece difficoltà di collocazione, andando a colmare così tutti gli “spazi vuoti” della giornata in cui occhi e mani sono impegnati in altro. Ad esempio, durante una passeggiata o un’attività fisica, in palestra, mentre si cucina, sotto la doccia, nelle attività ludiche, alla guida, alla fermata del bus o della metro.
Da non dimenticare, inoltre, l’aspetto che concerne la salute, nello specifico la salvaguardia della vista e la riduzione dell’affaticamento oculare. Sei sicuramente consapevole di quanto, in questi mesi, gli studenti siano stati sottoposti ad uno stress oculare elevato, legato al fatto di stare molto più tempo di prima davanti agli schermi, sia per motivi scolastici (videoconferenze, videolezioni, videotutorial...) che extrascolastici (videogames, film, tv, smartphone…). Laddove non è necessario un video o un’immagine, potresti utilizzare benissimo prodotti audio.

Uno dei modo migliori per imparare, ma anche per comunicare, attraverso i contenuti audio è utilizzare il podcast.

Cos’è un podcast

Il podcast è un contenuto radiofonico (o in generale, un contenuto audio) che può essere ascoltato senza vincoli di luogo, spazio e tempo, indipendentemente dal momento in cui è stato creato e messo a disposizione online. Il podcasting è un sistema che permette quindi di scaricare in automatico e di ascoltare in molteplici dispositivi (pc, smartphone e tablet) contenuti di tipo audio. I podcast si ascoltano senza sintonizzarsi ad una certa ora e da un certo luogo, ma quando e dove preferisci.

Il termine podcast nasce dalla libera fusione di due parole oggi molto conosciute: il termine iPod, cioè il dispositivo di casa Apple che ha rivoluzionato il mondo dell'ascolto di musica e contenuti audio, e la parola broadcast (“radiodiffusione”), ovvero la trasmissione di informazioni verso chiunque, senza canale di ritorno e senza sicurezza che le stesse riescano ad essere consegnate (la trasmissione broadcasting è unidirezionale; le informazioni sono inviate dal trasmettitore a tutti i ricevitori e il trasmettitore non può sapere esattamente con chi ha comunicato).
Negli anni però, l’evoluzione della tecnologia e l’avvento di Internet hanno permesso al vasto pubblico di avvicinarsi, in maniera molto più agevole, alla produzione e alla distribuzione di contenuti radiofonici, senza l’acquisto di radiofrequenze, con pochissimo dispendio di risorse e soprattutto con strumenti per tenere traccia di come stanno andando i propri contenuti in rete (funzionalità statistiche). Il podcast viene equiparato ad un programma radiofonico perché il codice di riferimento è quello audio e perché ha le stesse caratteristiche di essenzialità, di sintesi e di varietà tipiche della radio.

Il podcast come strumento didattico

Oggi, il podcast è diventato una risorsa multimediale diffusissima in tutti i settori, anche nel mondo della didattica; diventa infatti un alleato molto valido per tutti gli insegnanti alle prese con la didattica digitale integrata (DDI) e soprattutto con la didattica a distanza (DaD), da sfruttare per creare le proprie personali audiolezioni o per comunicare con i propri studenti leggendo e interpretando i grandi classici della narrativa e della poesia (audioracconti), e non solo.

In questo periodo storico, caratterizzato dalla didattica mista, in presenza e a distanza, in cui il tempo è sempre poco e le cose da fare sono tante, il peso e la fatica di creare prodotti digitali si sente chiaramente moltissimo nella vita quotidiana di un insegnante. Il prodotto audio, in alcuni casi, può essere una soluzione molto leggera e veloce per raggiungere obiettivi specifici. Di seguito trovi tre possibili motivi sul perché usare risorse audio nella didattica:
  • esercitare le competenze nel discorso orale: per stimolare le competenze della produzione orale degli studenti, inventando percorsi o programmi in cui l’audio è al centro del progetto, e per stimolare e potenziare l’uso della memoria uditiva;
  • creare contenuti didattici “leggeri” e accessibili: nella produzione, nella conservazione, nella distribuzione e nella fruizione;
  • sostenere una didattica personalizzata e inclusiva: audio feedback dell’insegnante su un esercizio (compito, elaborato, attività) svolto dallo studente; audiolezioni per studenti che non hanno accesso al computer (ascoltabili con lettore audio o smartphone); adattamenti per studenti con difficoltà nella lettura (es. DSA, ipovisione); contenitore online di risorse per studenti ospedalizzati.
Che tipo di risorse audio si possono invece creare? Facciamo una distinzione tra insegnanti e studenti. I docenti possono creare oggetti di apprendimento audio con le seguenti finalità:
  • relazioni e comunicazioni con studenti e famiglie:
    • messaggi con fine relazionale affettivo: per mantenere un filo, stimolando la percezione da parte dello studente della presenza del docente;
    • audio introduttivi alle attività della settimana in DaD: per orientare gli studenti sugli argomenti delle lezioni, degli esercizi e dei progetti;
  • risorse didattiche:
    • podcast di approfondimento, di recupero e di sostegno;
    • podcast di audiolezioni (dalla secondaria di primo grado in su) e di audioracconti (audiofiabe e storie sonore per l’infanzia e la primaria);
    • audio di riassunto dei concetti essenziali di una lezione o un ciclo di lezioni (pillole di breve durata);
    • audio consegne per esercizi o progetti da svolgere in asincrono (parzialmente o integralmente).
Dall’altro lato della cattedra (o dello schermo), gli studenti, a loro volta, possono produrre:
  • prodotti audio didattici: ad es. audiolezioni peer to peer, audiorecensioni di un’opera, sintesi di un argomento o di un’esperienza, racconti biografici, interviste, roudtable, rubriche sulle proprie passioni;
  • podcast giornalistici: notizie, informazione, audiocronaca della scuola o del territorio;
  • podcast narrativi: racconti, storie di persone, storie di viaggi;
  • podcast divulgativi: lezioni tematiche, tutorial, notizie scientifiche, documentari.
In questo modo gli alunni sviluppano competenze digitali (un uso positivo, critico ed efficace di tecnologie), sono parte attiva del loro processo di apprendimento e sviluppano soft skill come il problem-solving, il decision-making e il team-working, apprendendo ad interagire e ad autogestirsi come gruppo unito. Imparano inoltre a gestire il tempo e a prendersi responsabilità, rispettando delle scadenze fisse (la gestione degli episodi radiofonici ha una programmazione cadenzata e specifica). Si è inoltre notato che gli studenti sono più interessati e motivati a lavorare con queste risorse digitali, e allo stesso tempo imparano a gestire le proprie emozioni (parlare al microfono scaturisce emozioni differenti in ciascuno di loro).

Piattaforme di distribuzione di podcast

Se inizialmente registrare un’audiolezione o in generale un podcast richiede tempo e un po’ di pratica con gli strumenti di audio-editing (ma comunque sicuramente meno tempo rispetto ad una videolezione), poi spesso ci si limita a consegnare agli alunni i file audio appena prodotti con il mezzo per noi più veloce e comodo (email, app di messaggistica, cartelle condivise, ecc.). C’è però un rischio, anzi quasi una certezza, che è quello di lasciare agli studenti l’arduo compito di gestire ed organizzare i file in maniera corretta e ordinata; la gestione dei file in un pc è un compito non sempre facile da svolgere, soprattutto per le fasce di età più basse e per chi è disordinato e mastica poco di computer o tablet.

La consegna del singolo file audio porta con sé, inoltre, anche l’assenza di informazioni aggiuntive, sia grafiche che testuali, che dovrebbero, eventualmente, essere ulteriormente fornite o con lo stesso canale o con mezzi differenti. Una scelta che puoi fare è quella di gestire tu i podcast e tutti gli episodi, raggruppandoli in playlist di genere o di classe, in un apposito sito web, costruito ad esempio con l’app Google Sites (e magari creato con l’aiuto degli studenti).
Chi pubblica regolarmente i podcast, ma anche chi li ascolta, solitamente invece crea un account in una delle tante piattaforme di hosting a disposizione online che permettono di gestire i podcast e gli episodi (per chi pubblica) e consentono di commentare, mettere like, scaricare, ripubblicare, ricevere notifiche e di gestire preferiti (per chi ascolta).

Spreaker è una di queste, cioè una piattaforma web di ascolto, creazione, registrazione, pubblicazione, monetizzazione, condivisione e distribuzione di podcast.

Se vuoi maggiori informazioni sulla piattaforma Spreaker e sulla gestione dei podcast attraverso il suo Content Management System (CMS), puoi seguire gli incontri del corso online sulla Didattica Digitale Integrata, tenuto da Michele Storti e Roberto Faloppi, in cui puoi trovare metodologie di utilizzo e spunti didattici oltre che le funzioni principali di Spreaker. Uno degli aspetti non affrontati nel corso è la parte creativa che la piattaforma mette a disposizione, ovvero le app Spreaker Studio (per desktop e per mobile) che permettono di registrare ed editare i propri contenuti audio anche in mobilità. Puoi trovare un tutorial completo su Spreaker Studio per gli smartphone Android nel sito WeTurtle, alla sezione Tutorial.
L’articolo è stato realizzato nel periodo novembre 2020-dicembre 2020. Vista la rapida evoluzione delle applicazioni web i contenuti dei video/articoli/tutorial potrebbero non essere sempre rispondenti all’attuale versione dell’applicazione. Se volete potete segnalarci eventuali discrepanze rispetto alla versione corrente.

SOS WeTurtle

La didattica a distanza e la didattica digitale integrata hanno creato esigenze formative nuove nei docenti ed educatori per questo WeTurtle ha creato una rassegna chiamata “SOS WeTurtle”.

Ti aspettano 16 appuntamenti, 4 nuovi ogni settimana! Articoli del Blog e Tutorial ti accompagneranno per diventare un utente digitale più consapevole e preparato e un docente con tanti nuovi strumenti al suo servizio! SOS WeTurtle è la rubrica che corre in soccorso di chi ha bisogno di supporto digitale perciò promettiamo di presentare software semplici e utili!
Buon proseguimento con gli altri appuntamenti della settimana:

Questo articolo fa parte della rassegna SOS Weturtle, la rubrica che corre in soccorso dei docenti che hanno bisogno di supporto digitale.
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