LEZIONI E FORMAZIONE DAI DOCENTI PER I DOCENTI

Scopri WeTurtle, la community di educatori dove trovare e condividere risorse innovative

home - progetti - Rethink Loreto: we build our Smart City!

Rethink Loreto: we build our Smart City!

La proposta progettuale “Rethink Loreto: we build our Smart City!” descrive un'esperienza innovativa che mira a coniugare l'educazione civica e lo sviluppo delle competenze digitali e delle soft skills negli studenti.Gli studenti sono stati i progettisti di una versione...

  by Lorenzo Cesaretti
CATEGORIA
Robotica
Lego® Wedo 1

Introduzione

La proposta progettuale “Rethink Loreto: we build our Smart City!” descrive un'esperienza innovativa che mira a coniugare l'educazione civica e lo sviluppo delle competenze digitali e delle soft skills negli studenti.
Gli studenti sono stati i progettisti di una versione “smart” della loro città, Loreto (AN), capace di rispondere allo stesso tempo ai loro bisogni di cittadinanza attiva e alle sfide poste dalla realtà, in particolare quelle di carattere energetico e ambientale.

Gli strumenti con i quali la “città del futuro” ha preso forma sono stati: 

  • la progettazione collaborativa dei suoi elementi costitutivi da parte degli studenti; 
  • l'uso di kit robotici e di kit tecnologici e altri materiali di recupero per creare modelli realistici delle Smart City
  • attività di project-based learning per affrontare temi ambientali, di educazione civica e curricolari;
  • l'introduzione di nuove competenze tecniche e scientifiche nella scuola e l'utilizzo di canali social e istituzionali per diffondere nel territorio le progettualità degli studenti.
Il progetto è stato finanziato dal MIUR nell’ambito del Bando DM 435/2015 “Promozione della cittadinanza digitale”: AVVISO n.1227 del 16.11.15; è stato svolto presso l’Istituto Comprensivo Solari di Loreto, ed ha coinvolto come partner l’Università Politecnica delle Marche, la startup TALENT e il Comune di Loreto.
Alla conferenza ICERI 2016 di Siviglia è stato presentato un articolo dal titolo “Rethink Loreto: we build our smart city!” A STEM education experience for introducing smart city concept with educational robotics, con i risultati preliminari del progetto.
Un ulteriore approfondimento e un'analisi dettagliata dei dati raccolti è stata presentata alla conferenza Didamatica 2018, all'interno del paper "Advancing K12 education through Educational Robotics to shape the citizens of the future".

Di seguito un video contenente foto scattate durante la mostra finale del progetto.

Obiettivi e Competenze

  1. Stimolare negli studenti lo sviluppo delle competenze relative al pensiero computazionale, al coding, alle abilità costruttive, alla robotica e all’uso delle tecnologie digitali;
  2. Promuovere la maturazione delle soft skills (competenze trasversali) con particolare attenzione al pensiero critico, alle abilità di analisi, al problem solving, alla capacità progettuale, al lavoro di gruppo e alle abilità interpersonali e comunicative;
  3. Accrescere l’efficacia delle pratiche educative e didattiche della scuola capofila attraverso l’introduzione di metodologie e strumenti didattici innovativi e la formazione specifica dei docenti negli stessi temi, con effetti positivi sui processi di apprendimento degli studenti;
  4. Promuovere negli studenti a partire dall’infanzia la cultura della partecipazione reale e digitale alla comunità di appartenenza e una coscienza ambientale attenta alle problematiche ambientali (fonti energetiche, inquinamento, comunicazione…).

Metodologia didattica

  • L'approccio pedagogico di riferimento alla base del progetto è quello del Costruzionismo, una teoria pedagogica-educativa sviluppata dal matematico e pedagogista Seymour Papert elaborata a partire dalla teoria dell'apprendimento di Jean Piaget (Costruttivismo), che intende l'apprendimento come una costruzione e ricostruzione di rappresentazioni mentali piuttosto che come una trasmissione di conoscenze (qui un ulteriore approfondimento sulle idee alla base del costruzionismo). L'apprendimento efficiente si verifica a partire dall'uso di materiali manipolativi (gli artefatti cognitivi) che entrano in un'attività di costruzione di un prodotto significativo. In essa, la costruzione della conoscenza è il risultato naturale di un'esperienza di creazione ideativa, sperimentazione, osservazione diretta degli effetti delle proprie azioni e condivisione, in un contesto altamente motivante. In questa prospettiva, le tecnologie e gli ambienti di apprendimento innovativi consentono di espandere le possibilità di apprendimento degli studenti.
  • Si fa inoltre riferimento alle teorie psicologiche sulle intelligenze multiple, e in particolare alla concettualizzazione dello psicologo statunitense Howard Gardner, come framework concettuale alla base dei laboratori. Le attività dei laboratori tecnologici saranno intese, tra l'altro, come opportunità di auto-scoperta delle abilità prevalenti di ciascuno studente, a partire dall'idea che ogni persona sia caratterizzata da un profilo distintivo in cui si combinano intelligenze distinte (matematica, linguistica, visuo-spaziale, corporeo-cinestetica, interpersonale, intrapersonale ecc). Tali aree di abilità, pur avendo in parte delle basi innate, possono essere sviluppate attraverso l'esperienza; inoltre, l'autoconsapevolezza delle proprie aree di eccellenza e di debolezza può aiutare lo studente a riconoscere il proprio valore personale e quindi a progettare un proprio percorso di crescita, di studio e di carriera.
  • Il Project-based Learning (apprendimento basato su progetti) è un insieme di pratiche caratterizzato da una “attenzione sul momento progettuale, ovvero sulla ricerca (solitamente collaborativa) di soluzioni effettive e operative rispetto al problema posto in partenza, puntando se possibile ad applicazioni concrete o cercando di costruire “prodotti” (...) ricorrendo sistematicamente alle nuove tecnologie” (M. Riotta). Tale metodologia nasce dall’elaborazione della pedagogia e filosofia costruttivista di Papert, Schank e Resnick, dalle teorie sul coinvolgimento attivo e sulla motivazione degli studenti e dalla teoria delle intelligenze multiple di Howard Gardner. Le strategie didattiche basate sul project based-learning sono state sistematizzate dal lavoro del Buck Institute for Education, sono oggetto di studio di centri di ricerca sulla didattica e recentemente si stanno poco a poco diffondendo nei contesti scolastici sia in ambito internazionale che in Italia.

I laboratori tecnologici all’interno del progetto “Rethink Loreto” si sono basati su un approccio bottom-up, tipico del tinkering. Infatti Resnick nell'articolo "Designing for Tinkerability", uno dei creatori di Scratch, scrive: “Sometimes, tinkerers start without a goal. Instead of the top-down approach of traditional planning, tinkerers use a bottom-up approach. […] Other times, tinkerers have a general goal, but they are not quite sure how to get there. They might start with a tentative plan, but they continually adapt and renegotiate their plans based on their interactions with the materials and people they are working with.”

Riferimenti e links

Ringraziamo la dirigente Milena Brandoni e tutte le insegnanti dell’Istituto Comprensivo Solari di Loreto per la disponibilità e la voglia di mettersi in gioco mostrata. Non sarebbe stato possibile realizzare il progetto senza il loro fondamentale contributo.
L’attività sulle macchine inutili è stata suggerita da Emanuele Micheli di Scuola di Robotica.




LEGO e il logo LEGO sono marchi e /o copyright di LEGO Group. © 2018 The LEGO Group. Tutti i diritti riservati.



Hai letto la lezione? Che cosa ne pensi? Lascia un commento qui sotto!